
LAILA LUCCI
Il Cantico dei Cantici sullo sfondo delle culture extrabibliche
I testi sacri della Bibbia ebraico-cristiana condividono con le culture di ogni tempo l'alta considerazione per l'amore umano sfociata in liriche raffinate, ricche di simboli, presenti nelle varie letterature. Tuttavia, mentre i canti extra biblici non hanno mai acquisito una valenza religiosa, lo specifico della fede di Israele è di avere avvolto l'amore nuziale di un'aurea di sacralità, rendendolo una metafora del rapporto che intercorre fra Dio e il suo popolo. Ciò ha consentito ad un libro come il Cantico dei Cantici di entrare a pieno titolo nel canone sacro
GIAN DOMENICO COVA
Il testo del Cantico: lingua, struttura e luogo canonico
Il testo del Cantico dei Cantici viene presentato nella sua forma, come è giunto a noi nella Bibbia ebraica, recepita in quella cristiana. A partire dall'ebraico, del Cantico si considerano significative ipotesi di esegesi e di ricostruzione di profili strutturali dell'opera, in rapporto alla collocazione canonica.
In collaborazione con l'Istituto Superiore di Scienze Religiose "A. Marvelli"
In caso di maltempo: Sala Cavalieri
Galleria dell'Immagine della Biblioteca Gambalunga, 12 - 29 giugno 2008
La mostra, attraverso la tecnica della fotografia panoramica, accompagna il visitatore in un originale viaggio tra i luoghi topici della Rimini antica. Luoghi di assoluta unicità, restituiti in una visione amplificata nella quale la dominazione simbolica del singolo monumento è allineata sia all'idea di un consumo culturale collettivo, sia alla restituzione di un'identità civica e storia.
Presenta la curatrice Annamaria Bernucci
Il cantiere di scavo della Necropoli Lippi di Verucchio apre finalmente le porte ai non addetti ai lavori: un'occasione esclusiva di poter assistere dal vivo ad alcune fasi del lavoro degli archeologi, impegnati a mettere in luce prestigiosi corredi funerari di 3.000 anni fa.
A cura di Patrizia von Eles.
C'era una volta ... una domus
Nell'archeofiaba di Cristina Sedioli, una casa parlante e i suoi mosaici, un leone, un pappagallo e Orfeo, dopo essersi animati, con un'incredibile magia, fanno arrivare un nuovo inquilino dalla Grecia: il chirurgo Eutyches.
Per bambini da 3 a 6 anni
É richiesta l'iscrizione.
L'iscrizione si effettua telefonicamente a partire da lunedì 19 maggio (tel. 0541.704421-26-28; nei giorni del Festival tel. 0541.21482)
La Cooperativa Atlante e i Musei Comunali propongono un approccio al ponte di Tiberio a bordo di una scialuppa da cui osservare le arcate del grandioso monumento. Ad introdurre la singolare proposta è una breve illustrazione a cura di Francesca Minak e Maddalena Mulazzani.
Sono richieste iscrizione e quota di partecipazione (2,50 €; gratis fino a 7 anni)
L'iscrizione si effettua telefonicamente a partire da lunedì 19 maggio (tel. 0541.704421-26-28; nei giorni del Festival tel. 0541.21482)
Nelle Indie di quaggiù: Ernesto De Martino e il cinema etnografico, Palomar, 2006
Dall'incontro tra il grande etnologo Ernesto De Martino e un gruppo di giovani registi nasceva in Italia a metà degli anni Cinquanta l'antropologia visuale.
A seguire:
Stendalì - Suonano ancora di Cecilia Mangini (Italia 1960, 11').
La ricostruzione di una lamentazione funebre nella Grecia salentina.
Il male di S. Donato di Luigi Di Gianni (Italia 1965, 10')
Nel Salento, in occasione della festa di S. Donato, protettore degli epilettici, esplodono particolari forme di ritualità magico-religiose.
Introduce Marco Bertozzi.
Biblioteche del mondo antico. Dalla tradizione orale alla cultura dell'Impero, a cura di Angela Maria Andrisano, Carocci, 2007
Come si conservavano e venivano diffusi itesti nell’antichità. A queste domande l’autrice cerca di rispondere, anche solo per via indiziaria, attraverso l’attenta analisi di opere da Aristofane a Virgilio.
Presenta Luigi Spina.
Dioniso/Bacco: dio dell’ebbrezza e dell’entusiasmo, dio che libera e che distrugge, dio della duplicità, della molteplicità, che annulla ogni limite per confondere l’identità, l’alterità, che minaccia ogni ordine perchè lo azzera o lo supera. Un dio celebrato dal teatro attico, ma anche un simbolo per la letteratura e la filosofia del Novecento, da Nietzsche fino al Sessantotto, alla psicoanalisi, agli studi di genere. Un ‘dio ibrido’, che pone in discussione lo stesso rapporto fra antico e presente.
Dialogo tra Federico Condello e Massimo Fusillo
Rimini la città raccontata dalle pietre, Visita itinerante attraverso il centro storico di Rimini, per cogliere l'uso dei materiali lapidei dal periodo romano al primo Rinascimento Geoitalia, 2007
Un percorso di geologia-urbana nel centro storico di Rimini, cerca di cogliere il mutare dell’uso della pietra dall’età Romana (Ponte di Tiberio, Arco di Augusto, porta Montanara, Anfiteatro) al primo Rinascimento (Castel Sismondo, fontana della Pigna, Tempio Malatestiano), collegando la geologia e la storia architettonica di questa città fatta di materiali ‘autoctoni’ dell’Appennino romagnolo ed ‘alloctoni’ perlopiù dell'area veneto-istriana.
Presenta Gian Carlo Grillini
Introduce Giovanni Luisè.
Rimini, Castel Sismondo, 20 aprile - 7 settembre 2008
La mostra esamina alcuni aspetti del grandioso fenomeno della ripresa dei modelli classici nell'arte medioevale, partendo dall'epicentro della cultura federiciana di Castel del Monte. La ripresa dei modelli classici nel Duecento non è stata appena un'imitazione ma, negli artisti, era viva l'esperienza di Cristo presente. Le opere in mostra permettono oggi di rivivere la medesima esperienza.
Presenta il curatore Marco Bona Castellotti
La Cooperativa Atlante e i Musei Comunali propongono un approccio al ponte di Tiberio a bordo di una scialuppa da cui osservare le arcate del grandioso monumento. Ad introdurre la singolare proposta è una breve illustrazione a cura di Francesca Minak e Maddalena Mulazzani.
Sono richieste iscrizione e quota di partecipazione.(2,50 €; gratis fino a 7 anni)
L'iscrizione si effettua telefonicamente a partire da lunedì 19 maggio (tel. 0541.704421-26-28; nei giorni del Festival tel. 0541.21482)
Visita guidata al Museo e alla mostra “Le ore e i giorni delle donne”
Elena Rodriguez conduce la visita al Museo, oggi arricchito dai materiali rinvenuti negli scavi in corso a Verucchio dal 2005: tra i reperti inediti, bronzi, ambre di eccezionale lavorazione, accessori per le vesti, esposti al pubblico attraverso allestimenti suggestivi ed efficaci ricostruzioni.
É richiesta l'iscrizione.
L'iscrizione si effettua telefonicamente a partire da lunedì 19 maggio (tel. 0541.704421-26-28; nei giorni del Festival tel. 0541.21482)
Fredrich Nietzsche: una nuova immagine della Grecia
Nei primi dodici capitoli della Nascita della tragedia (1872) Nietzsche raccoglie una tradizione di studi già avviata in ambito romantico (Schelling, Creuzer, Anselm Feuerbach)proponendo una nuova visione della grecità che ne evidenzia il carattere ‘notturno’ e irrazionale, rovesciandone il paradigma classico stabilito, tra gli altri, da Winckelmann e Goethe
Introduce: Benedetta Zavatta
Voce recitante: Pier Paolo Paolizzi
Una giornata ... da chirurgo
I reperti della domus di piazza Ferrari lasciano trasparire il profilo del medico che vi abiti fronte ai ruderi di quella che ne era l’abitazione e al tempo stesso l’ambulatorio, l’incontro si propone di rievocare e ricostruire alcuni tratti della vita quotidiana e dell’attività professionale del personaggio.
A cura di Jacopo Ortalli
Epigrafia latina, Monduzzi, 2008
Un'introduzione all'epigrafia latina di epoca romana che, grazie all'incisivo taglio didattico, mira a facilitare l'approccio allo studio delle epigrafi, testimonianze fondamentali per la conoscenza e l'indagine di numerosi e importanti aspetti della storia antica.
Presenta Lorenzo Braccesi.
In caso di maltempo: Sala Cavalieri.
Visita guidata alla domus di Piazza Ferrari e alla Sezione archeologica del Museo
L’area archeologica (oltre 700 m2 !), a due passi dal Museo, racconta 2000 anni di storia attraverso una domus romana, un palazzo bizantino, sepolture e strutture medievali e moderne. Distrutta da un incendio nel III secolo, la domus ha preservato ambienti con splendidi mosaici, affreschi, raffinati arredi, quale il quadretto in vetro con raffigurazione di pesci, e l’eccezionale corredo chirurgico-farmaceutico - oggi al Museo - appartenuto al chirurgo che dà Il nome alla domus stessa.
É richiesta l'iscrizione.
L'iscrizione si effettua telefonicamente a partire da lunedì 19 maggio (tel. 0541.704421-26-28; nei giorni del Festival tel. 0541.21482)
Torneo dei latrunculi, l'antico gioco dei Romani
Ilaria Balena, con la collaborazione di Marina Della Pasqua, conduce la sfida ai latrunculi - una sorta di war game con tanto di comandante e di soldati - che utilizza una tabula lusoria, una scacchiera simile a quella per la dama e gli scacchi, su cui si muovono le pedine. I partecipanti si fronteggiano, a due a due, sulla base delle regole attinte dalle fonti antiche.
Per ragazzi dai 9 anni e adulti
É richiesta l'iscrizione.
L'iscrizione si effettua telefonicamente a partire da lunedì 19 maggio (tel. 0541.704421-26-28; nei giorni del Festival tel. 0541.21482)
Meglio non essere mai nati? Parole degli antichi e dei moderni
Meglio non essere mai nati? Parole degli antichi e dei moderni
Qual è la cosa migliore per l'uomo?", domanda il re Mida al saggio Sileno. La risposta del pedagogo di Dioniso - "La cosa migliore sarebbe non essere nati" - è una sentenza che ricorre pressoché identica nei testi di storici e filosofi, poeti e drammaturghi, nel mondo greco dell'età arcaica e classica. Questa stessa affermazione risuona anche in alcuni testi dell'Antico Testamento, anche se già è possibile cogliere una apertura diversa. Rispetto a questo interrogativo, il vero 'scandalo' sarà costituito dall'annuncio cristiano. Ma quella domanda si ripropone ancora oggi: "Qual è la cosa migliore per l'uomo?
Voce recitante: Silvio Castiglioni.
In caso di maltempo: Teatro degli Atti
Mio figlio Nerone di Steno (Italia-Francia 1956, 90')
L’ambiziosa Agrippina spinge il figlio Nerone a riprendere la guerra in Britannia, ma l’imperatore si sbarazza dell’ingombrante madre.
In collaborazione con la Cineteca Griffith di Genova.
Introducono Roberto Mario Danese eGiuseppe Pucci.
Come nelle passate edizioni, l’Associazione Culturale Mala Testa propone la lettura scenica di due emozionanti poemetti che Giovanni Pascoli affidla voce della sua lingua del cuore, il latino. Il primo, scritto da Pascoli nel 1911 e della cui vittoria al Certamen Hoefftianum il poeta ebbe notizia sul suo letto di morte, narra la storia della schiava cristiana Tallusa, a cui era stato strappato il figlio appena nato: la donna riverserà l'amore materno che non aveva potuto offrire al suo bambino sul piccolo dei propri padroni. Il secondo, Rufio Crispino(1906), narra la storia del figlio di prime nozze dell’imperatrice Poppea, la quale aveva deciso di allontanarlo per timore del secondo marito Nerone, che intravedeva negli innocenti giochi del piccolo la futura minaccia al suo potere.
Ai presenti sardà donato il libro che raccoglie alcuni poemetti di Giovanni Pascoli, in latino e in traduzione, tra cui Rufio Crispino,tradotto ora per la prima volta da Alfonso Traina per l’Associazione Culturale Mala Testa.
Introduzione e commento: Patrizia Paradisi
Consulenza scientifica e traduzione: Alfonso Traina
Ideazione e rielaborazione drammaturgica:Matteo Castellucci
Voci recitanti:Giorgia Bondi, Matteo Castellucci, Luca Di Gregorio, Stefania Fabbri
Regia a cura dell’Associazione Culturale Mala Testa
In collaborazione con l’Accademia Pascoliana