ANTICO/PRESENTE X/2008
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Festival del mondo antico

 

Chirurgo

Gio 12 Ore 18.30
Rimini, Domus del Chirurgo
"Approfondimenti"
STORIE DALLA DOMUS DEL CHIRURGO
Una giornata … da chirurgo
A cura di Jacopo Ortalli

Sab 14 Ore 18.30
"Approfondimenti"
Rimini, Domus del Chirurgo
STORIE DALLA DOMUS DEL CHIRURGO
La domus a ferro e fuoco
La fine della domus del chirurgo
A cura di Jacopo Ortalli

 

 

Sab 14 Ore 20
Rimini, Domus del Chirurgo
"Dialoghi"
La casa del chirurgo
Racconto di Giampaolo Proni
Lettura: Matteo Castellucci
Clarinetto: Paolo Fantini
Musiche: Luciano Berio, Lied; brani da Sequenza IX; Olivier Messiaen, da Quatuor pour la fin du Temps, 3° tempo, Abîme des Oiseaux.

“Rimini, anno 258 d.C.

Il ponte bianco si alzava nella nebbia sopra le loro teste. Gli archi di pietra destinati a sfidare i secoli fendevano l'acqua scura che si richiudeva gorgogliando dopo di essi. La fermezza della pietra contro il fluire eterno dell'acqua, quale migliore metafora dell'opera umana eretta a sfidare il tempo? Tiberio era morto, si era estinta la casa Claudia, erano finiti i Flavii, gli Antonini e i Severi, e il ponte si ergeva intatto. Per quanto tempo ancora avrebbe tramandato il nome del secondo Imperatore di Roma? Eppure -pensò Eutyches- le parole, i segni, la poesia, cose diafane e immateriali, sono ancora più duraturi del marmo e del bronzo. Orazio aveva visto bene. Un giorno forse non ci sarebbe più stato l'Impero, ma la poesia, i pensieri degli uomini sarebbero stati ancora vivi, come l'onda di quell'acqua che chiudeva la corrente oltre la pietra, fatta sempre di materia diversa ma identica per forma.

Si sedette sul rotolo di gomene a prua della nave. La cima d'ormeggio si tendeva sotto la spinta della corrente. Il fiume era gonfio per le piogge.

La fine dell'Impero! Per la prima volta quest'idea gli era venuta in mente quando aveva visto le macerie fumanti della sua casa, e le groppe dei cavalli barbari scomparire lungo il decumano [...]”.